Dalla crisi dell’accessibilità abitativa alla nuova edilizia industrializzata: i progetti Fondo Basile e Fondo Saccà portano in Sicilia un modello costruttivo che unisce prefabbricazione, velocità, sostenibilità e sicurezza antisismica

La crisi dell’accessibilità abitativa sta riportando al centro del dibattito europeo non solo la necessità di aumentare l’offerta di abitazioni, ma anche quella di ripensare i processi attraverso cui gli edifici vengono progettati e realizzati. Costruire di più, in tempi più rapidi e con maggiore efficienza, significa infatti intervenire anche sui sistemi costruttivi e sull’organizzazione del cantiere.
È in questo scenario che si inserisce l’esperienza di Rubner Grandi Strutture, impegnata a Messina in due progetti di edilizia sociale multipiano con struttura in legno: Fondo Basile, attualmente in fase di lavorazione, e Fondo Saccà, da poco avviato. Complessivamente, gli interventi porteranno alla realizzazione di 92 nuovi alloggi in edifici di quattro piani.
Due cantieri che rappresentano un’applicazione concreta della costruzione in legno su scala urbana e che, allo stesso tempo, mostrano come prefabbricazione, progettazione integrata e organizzazione della logistica possano contribuire a trasformare il processo edilizio.
Accessibilità abitativa e nuovi modelli costruttivi
La questione abitativa è oggi una delle sfide con cui si confrontano molte città europee. Secondo Eurostat, negli ultimi dieci anni i prezzi delle abitazioni nell’Unione europea sono aumentati di oltre il 64%, mentre gli affitti sono cresciuti di oltre il 21%. Nel 2024 le famiglie europee hanno destinato mediamente il 19% del proprio reddito disponibile alla casa, una percentuale che ha raggiunto il 37% tra le persone a rischio di povertà.
Nel dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato il primo European Affordable Housing Plan, riconoscendo nell’accessibilità, nella disponibilità e nella qualità delle abitazioni una delle principali sfide per l’Europa.
In questo contesto, anche il modo in cui si costruisce assume un ruolo rilevante. L’obiettivo non riguarda soltanto la quantità di nuovi alloggi, ma anche la possibilità di sviluppare processi più efficienti, capaci di ridurre le lavorazioni in cantiere e rendere maggiormente prevedibili tempi e modalità di realizzazione.
È qui che entra in gioco la costruzione in legno. Sistemi come il CLT – Cross Laminated Timber e il legno lamellare consentono infatti di realizzare anche edifici multipiano, integrando il legno con altri materiali strutturali e con sistemi costruttivi ibridi.
Ma è soprattutto il processo produttivo a cambiare.
“La costruzione in legno consente di portare una parte significativa della produzione fuori dal cantiere – spiega Nicola Agnoli, CEO di Rubner Grandi Strutture. – Pareti ed elementi strutturali vengono progettati e prefabbricati in stabilimento e arrivano in opera pronti per essere assemblati. Il cantiere cambia così natura e diventa, almeno in parte, il luogo nel quale un sistema progettato industrialmente viene montato secondo una sequenza prestabilita”.
La prefabbricazione permette di trasferire una parte delle lavorazioni in ambiente industriale, riducendo quelle da eseguire direttamente in cantiere e favorendo una maggiore programmazione delle diverse fasi. Progettazione, produzione, trasporto e montaggio diventano così parti di un unico processo.
Dall’esperienza europea a Messina
Rubner Grandi Strutture ha sviluppato questo approccio anche attraverso diversi progetti residenziali in Europa.
A Bochum, in Germania, il complesso Variowohnen è stato realizzato nell’ambito di un programma pubblico per la realizzazione di alloggi a prezzi accessibili. Rubner ha prefabbricato 5.500 metri quadrati di elementi di facciata, comprese 444 finestre, arrivando a installare fino a 450 metri quadrati al giorno. I tre edifici sono stati dotati di un involucro a tenuta stagna in circa tre settimane, con una riduzione dei tempi di costruzione di dieci mesi rispetto al metodo convenzionale.
A Vienna, il progetto B.R.I.O. – Alles auf Schiene comprende invece 175 alloggi in edilizia agevolata. La struttura ibrida integra elementi in legno lamellare, mentre oltre 9.000 metri quadrati di facciata sono stati prefabbricati in stabilimento, con finestre e protezioni solari già integrate. I primi appartamenti sono stati assegnati nel febbraio 2026.
Esperienze diverse, ma accomunate da un principio: portare il maggior numero possibile di attività fuori dal cantiere, attraverso progettazione integrata e prefabbricazione, per rendere più organizzate le fasi di montaggio.
A Messina questo approccio viene applicato a un contesto particolarmente complesso, anche dal punto di vista logistico e strutturale.
Fondo Basile, 60 alloggi con struttura in legno
Il primo intervento è quello di Fondo Basile, promosso dal Commissario Straordinario del Governo per il Risanamento delle Baraccopoli della Città di Messina, con Invitalia come soggetto attuatore.
Il progetto prevede 60 alloggi distribuiti su edifici di quattro piani, con superfici comprese tra 45 e 95 metri quadrati, logge protette, posti auto coperti e un parco annesso. L’intervento si inserisce nell’area precedentemente occupata da una baraccopoli.
Il progetto architettonico è firmato dallo studio Settanta7 e prevede circa 2.200 metri cubi di CLT, 50 metri cubi di legno lamellare e circa 55.000 kg di acciaio.
La progettazione strutturale e delle connessioni tiene conto delle caratteristiche sismiche del territorio messinese, particolarmente rilevanti per un progetto multipiano con struttura in legno.
A rendere complesso l’intervento è anche la distanza tra produzione e cantiere. I componenti vengono prodotti lungo una filiera che coinvolge Bressanone e la Germania e devono essere trasferiti fino alla Sicilia. Per il progetto sono stati organizzati circa 60 trasporti, insieme a un deposito per lo stoccaggio dei materiali e a un sistema di coordinamento locale delle attività.
Il progetto è inoltre stato selezionato da Invitalia, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, come best practice per le politiche di transizione digitale nella realizzazione delle opere pubbliche, anche per l’utilizzo della metodologia BIM. I risultati della sperimentazione saranno condivisi a livello nazionale nell’ambito della digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici.
Fondo Saccà, altri 32 alloggi
Nella stessa area di Messina è stato da poco avviato il progetto di Fondo Saccà, promosso da Invitalia per conto del Commissario Straordinario del Governo per il Risanamento delle Baraccopoli della Città di Messina.
L’intervento prevede due edifici di quattro piani destinati all’edilizia sociale, per un totale di 32 appartamenti con superfici comprese tra 45 e 95 metri quadrati. Sono previste logge protette private, cantine e parcheggi pertinenziali, mentre gli edifici saranno organizzati intorno a una piazza centrale destinata a diventare uno spazio pubblico di aggregazione.
Anche in questo caso i piani residenziali avranno una struttura prefabbricata in legno, con circa 1.200 metri cubi di CLT e 25.000 kg di acciaio.
Rubner Grandi Strutture è coinvolta nella progettazione strutturale, nella prefabbricazione degli elementi lignei, nel trasporto e nel montaggio in cantiere. I lavori complessivi sono previsti tra luglio 2026 e aprile 2027, mentre la fase relativa alla struttura in legno è programmata tra settembre e dicembre 2026.
Un modello che unisce sostenibilità e industrializzazione
Fondo Basile e Fondo Saccà mostrano come la costruzione in legno possa essere applicata anche a interventi di edilizia sociale multipiano, in un contesto urbano e sismico complesso.
Il tema della sostenibilità, in questo caso, non riguarda quindi soltanto il materiale utilizzato, ma l’intero processo costruttivo: dalla progettazione digitale alla prefabbricazione, dalla gestione della logistica fino al montaggio in cantiere.
La costruzione viene in parte trasferita dal cantiere allo stabilimento e organizzata secondo una sequenza programmata. Un approccio che può contribuire a ridurre le lavorazioni in opera, migliorare il controllo delle diverse fasi e rendere più prevedibile l’organizzazione del cantiere.
A Messina, questo modello trova applicazione all’interno di un programma di riqualificazione urbana e di risposta alla domanda di edilizia sociale, mettendo in relazione due temi destinati a essere sempre più centrali nel settore delle costruzioni: la necessità di realizzare nuovi alloggi e quella di rendere i processi edilizi più efficienti, industrializzati e sostenibili.
