Il dato nazionale è noto: il 30% degli immobili è ancora in classe G. «Ma il dato territoriale racconta una realtà molto più articolata» spiega Enrico Scozzari il visionario ideatore di Resolglass.
Il nodo è l’involucro edilizio: disponibili qui i dati su tutte le province e città metropolitane.
Non esiste una sola Italia dal punto di vista energetico. Ne esistono molte, con differenze profonde nella qualità del patrimonio edilizio e nei livelli di efficienza degli immobili.
È quanto emerge dall’elaborazione Resolglass (aprile 2026) su base SIAPE/ENEA ed elaborazioni proprietarie su scala provinciale, che per la prima volta ricostruisce —secondo un modello probabilistico coerente— la distribuzione degli edifici per classi energetiche per ciascuna provincia e città metropolitana italiana (qui il dataset completo).
Il dato nazionale è noto: il 30% degli immobili è ancora in classe G. Ma la lettura territoriale mostra un Paese molto più frammentato: la quota varia infatti tra il 18,43% e il 37,84%.

Nord, Centro, Sud: tre velocità energetiche
La mappa evidenzia una chiara frattura geografica.
Nord Italia:
- quota classe G tra il 18% e il 26%;
- maggiore diffusione di classi A e B.
Centro Italia:
- classe G tra il 27% e il 32%;
- situazione intermedia e disomogenea.
Sud e Isole:
- classe G tra circa il 31% e il 37,8%;
- maggiore concentrazione di edifici energivori.
«Il dato nazionale non basta più. È il territorio che determina la reale intensità energetica del patrimonio edilizio» osserva Enrico Scozzari, ideatore di Resolglass e CEO del Gruppo Resolfin.
Alcuni esempi di aree efficienti: arco alpino e grandi poli produttivi
Tra i territori più avanzati emergono:
- Bolzano e Trento, con la classe G sotto il 20% e la classe A sopra il 21%;
- Milano e Lombardia centrale, con la classe G intorno al 24% e la classe A oltre il 17%;
- Emilia-Romagna (Bologna, Modena), con la classe G sotto il 26% e la classe A tra il 14% e il 16%.
Si tratta di aree caratterizzate da:
- maggiore investimento immobiliare;
- politiche energetiche locali più strutturate;
- mercato edilizio più dinamico.
Alcuni esempi di aree critiche: Sud e parte del Centro
All’estremo opposto emergono livelli significativamente più elevati:
- Napoli e area metropolitana, con il 36,1% in classe G;
- Calabria, con il 35,8% in classe G;
- Sicilia, con il circa 31,4% in classe G.
E poi nel Centro Italia:
- Lazio e Abruzzo, con valori sopra il 30%, superiori alla media nazionale.
Qui il patrimonio edilizio risulta:
- più datato;
- meno riqualificato;
- con maggiore dispersione energetica.

Le città metropolitane: il vero campo di battaglia
Le grandi aree urbane rappresentano il punto chiave della transizione:
- Roma, con il 29,7% in classe G e una forte disomogeneità interna;
- Milano, con il 24,1% in classe G;
- Napoli, con il 36,1% in classe G.
«La transizione climatica si gioca nelle città. È qui che si concentra la domanda energetica e il potenziale di riduzione delle emissioni» sottolinea Enrico Scozzari.
Non solo ambiente: il rischio è anche economico
Il tema non è solo climatico, ma patrimoniale.
Un’elevata presenza di immobili in classe G implica:
- maggiori costi energetici;
- minore valore di mercato;
- rischio di svalutazione progressiva.
Al contrario, la diffusione di classi A e B rappresenta:
- maggiore competitività immobiliare;
- minori consumi;
- maggiore attrattività degli asset.
Il ruolo dell’involucro: dove si gioca la partita
Secondo le analisi Resolglass, la leva principale resta l’involucro edilizio:
- facciate ad alte prestazioni;
- sistemi vetrati evoluti;
- riduzione delle dispersioni.
Intervenire su questi elementi può generare:
- fino al 14% di riduzione dei consumi nel breve periodo;
- fino al 37% nel lungo periodo.
Un dataset nazionale per leggere il mercato
L’elaborazione Resolglass mette a disposizione un dataset completo con la distribuzione delle classi energetiche per:
- tutte le province italiane;
- tutte le città metropolitane;
- tutte le regioni.
Uno strumento che consente di leggere il mercato immobiliare non solo in chiave ambientale, ma anche economica e strategica.
La sintesi: Italia divisa, ma con un grande potenziale
«L’Italia è oggi un Paese a più velocità energetiche. Ma proprio questa distanza rappresenta la più grande opportunità: intervenire sul patrimonio esistente significa ridurre le emissioni e generare valore economico» conclude il CEO di Resolfin, Enrico Scozzari.
