I 100 ANNI DI STORIA DEL GRUPPO RUBNER L’AZIENDA CHE HA INVESTITO 42 MILIONI PER RAFFORZARE IL FUTURO DEL LEGNO

Dalla segheria di Chienes a un gruppo internazionale da circa 400 milioni di euro: gli investimenti nei siti produttivi italiani consolidano innovazione, qualità e competenze

Cento anni dopo la nascita della prima segheria a Chienes, il Gruppo Rubner celebra un secolo di attività. Da impresa familiare specializzata, l’azienda è diventata il primo operatore italiano nell’edilizia in legno per dimensioni e volume d’affari e uno dei principali player europei, con un fatturato intorno ai 400 milioni di euro, circa 1.500 collaboratori e 18 sedi in Europa.

Un percorso di crescita sostenibile che negli ultimi due anni si è tradotto in 42 milioni di euro di investimenti realizzati in Italia per rafforzare la capacità produttiva, l’innovazione di processo e la qualità degli ambienti di lavoro. Le risorse hanno interessato tre poli strategici del Gruppo:

  • Chienes: sede storica e centro delle attività di Rubner Türen;
  • Bressanone: polo d’eccellenza di Rubner Grandi Strutture in Legno, specializzata nelle grandi opere architettoniche e nei progetti complessi di edilizia sostenibile;
  • Valdaora: sede di Nordpan, realtà di riferimento nella produzione di pannelli in legno massiccio.

“Il nostro centenario è l’occasione per raccontare un percorso iniziato nel 1926 e costruito attraverso una continua capacità di evoluzione. La nostra storia nasce dalla conoscenza profonda del legno, ma la nostra crescita è stata possibile grazie alla capacità di innovare continuamente processi, tecnologie e competenze”, afferma Peter Rubner, Presidente del Gruppo Rubner. “Questi investimenti confermano la volontà di mantenere in Italia un patrimonio produttivo strategico, valorizzando il legame con il territorio e allo stesso tempo rafforzando la nostra competitività internazionale.”

Le origini: dalla segheria di Chienes al controllo della filiera integrata

La storia del Gruppo Rubner affonda le sue radici nel 1926 a Chienes, in Alto Adige, quando Josef Rubner senior, nonno dell’attuale Presidente Peter Rubner, avvia una piccola segheria. Fin dalle origini, alla lavorazione del legno si affianca l’attività commerciale, ponendo le basi per lo sviluppo di una realtà capace di presidiare progressivamente l’intera filiera del materiale.

Successivamente, nel 1957, l’apertura del deposito di legname a Cremona segna il passaggio chiave per consolidare la presenza dell’azienda sul mercato italiano e accelerarne la crescita. Negli anni, Rubner amplia le proprie competenze industriali e ingegneristiche: il legno si trasforma da semplice materia prima a elemento costruttivo ad alte prestazioni, spaziando dalla produzione di porte alle grandi strutture, dal lamellare ai serramenti, fino ai pannelli e alle più recenti soluzioni per l’architettura contemporanea.

Il modello industriale: economia circolare, decarbonizzazione e certificazioni

Oggi il Gruppo Rubner riunisce sotto un’unica organizzazione tutte le competenze necessarie per valorizzare la risorsa legno lungo l’intero ciclo di vita: dalla selezione sostenibile della materia prima alla progettazione, trasformazione e realizzazione di strutture complesse. Attraverso le sue società specializzate, il Gruppo coniuga esperienza manifatturiera, capacità industriale e ingegneria d’avanguardia per lo sviluppo di soluzioni dedicate all’edilizia residenziale, commerciale e pubblica.

La sostenibilità rappresenta la linea guida trasversale del Gruppo, concretizzata attraverso modelli produttivi orientati all’economia circolare, all’utilizzo di materie prime certificate e all’efficienza energetica:

  • Zero Waste & Auto-generazione energetica: Un esempio concreto è rappresentato da Rubner Holzindustrie, dove ciascun tronco viene valorizzato integralmente. I residui di lavorazione alimentano un impianto a biomassa da 8 MW, mentre i consumi elettrici sono coperti da un impianto fotovoltaico da 2,4 MWp.
  • Approvvigionamento responsabile: Società come Nordpan impiegano esclusivamente legno certificato FSC® e PEFC™.
  • Bioedilizia e materiali naturali: Rubner Haus e holzius sviluppano soluzioni abitative basate su materiali naturali e riciclabili, garantendo elevati standard di efficienza energetica e riduzione del carbon footprint degli edifici.

I grandi progetti internazionali

L’integrazione tra know-how artigianale e automazione industriale ha permesso al Gruppo di firmare opere simbolo dell’architettura sostenibile nel mondo:

  1. Roots (Germania): l’edificio in legno più alto del Paese.
  2. Sydney Fish Market (Australia): la più grande copertura in legno dell’emisfero meridionale.
  3. Marrickville Library (Australia): struttura portante in legno lamellare, vincitrice del primo premio all’Australian Timber Design Award.
  4. Chadstone Link (Melbourne): imponente passaggio pedonale in lamellare laminato che collega lo shopping centre all’Hotel Chadstone, anch’esso insignito dell’Australian Timber Design Award.

Il legno come materiale strategico per la transizione ecologica

Dopo un secolo di attività, il legno si conferma al centro della visione strategica di Rubner come risorsa chiave per la sostenibilità del settore edilizio e lo sviluppo urbano a lungo termine.

«Il nostro anniversario non è solo un’occasione per celebrare una storia imprenditoriale, ma anche per ribadire il nostro impegno verso il futuro delle costruzioni in legno. In un mercato che richiede sempre maggiore efficienza, sostenibilità e capacità di innovazione, possiamo contare su una filiera integrata, competenze tramandate e sviluppate nel corso di generazioni e una presenza internazionale costruita nel tempo. Il 100° anniversario sottolinea il nostro ruolo come partner radicato nel territorio e al tempo stesso, orientato a livello internazionale, nonché come motore d’innovazione per l’industria delle costruzioni in legno», conclude Peter Rubner.

Grazie a un patrimonio di competenze sviluppato in oltre 100 anni e a una conoscenza completa della materia prima, il Gruppo Rubner continua a esplorare il potenziale del legno in dialogo con altri materiali come vetro, acciaio e cemento, per creare spazi di vita e di lavoro efficienti, confortevoli e capaci di contribuire agli obiettivi della transizione ambientale.